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	<title>Hotwire PR Italy</title>
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		<title>Facebook compra Instagram per 1 miliardo di dollari: ecco le reazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 16:17:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La notizia dell’acquisto di Instagram da parte di Facebook per 1 miliardo di dollari ha spiazzato molte persone. L’app basata su mobile che applica filtri digitali imitando le tecniche fotografiche di una volta e regalando particolari effetti di colore ha registrato all’inizio di questo mese i 30 milioni di utenti. In questo periodo, Instagram ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia dell’acquisto di Instagram da parte di Facebook per 1 miliardo di dollari ha spiazzato molte persone.</p>
<p>L’app basata su mobile che applica filtri digitali imitando le tecniche fotografiche di una volta e regalando particolari effetti di colore ha registrato all’inizio di questo mese i 30 milioni di utenti.</p>
<p>In questo periodo, Instagram ha inoltre annunciato il lancio dell’applicazione disponibile per Android, aggiungendosi così all’app native di IOS.</p>
<p>Questa è stata la prima acquisizione di rilevanza portata avanti da Facebook e considerata la valutazione di Istagram risalente a solo pochi giorni fa di 500 milioni di dollari, è abbastanza notevole.</p>
<p>Da un lato, è naturale congratularsi con i fondatori, i tredici impiegati e gli investitori che hanno appena guadagnato un sacco di soldi durante il fine settimana. Con questo acquisto, tuttavia, c’è stata un’immediata reazione negativa su Twitter e attraverso molte pagine relative alla tecnologia della stampa online.</p>
<p>L’acquisto ha infastidito non pochi utenti di social network. Gli utenti di Facebook, come rivela il sondaggio risalente allo scorso mese per MyMemory.com, le foto di Instagram sarebbero la cosa più fastidiosa di Facebook. In tutta risposta su Twitter vi è stato un uniforme segno di disapprovazione da parte degli utenti di Instagram. Quindi ci si chiede il motivo per cui è avvenuto l’acquisto.</p>
<p><a href="http://www.cellularemagazine.it/sito/news/14839/Facebook_si_mangia_Instagram.php">Cellulare-Magazine.it </a>cerca di spiegare la motivazione: “<em>Con Instagram, oltre al photo-sharing, è anche possibile personalizzare gli scatti con filtri e abbellirli con effetti retrò. Un applicativo divertente e studiato per rendere immediata la pubblicazione delle immagini in chiave social network che potrebbe cambiare radicalmente le funzioni fotografiche disponibili in Facebook. Che, in virtù di Instagram, potrebbe ottenere un&#8217;ulteriore accelerazione nello sviluppo dei servizi in mobilità</em>.”</p>
<p><a href="http://gadget.wired.it/news/applicazioni/2012/04/10/perche-facebook-compra-instagram-09876.html">Wired.it</a> pone un’altra difficile domanda: perché Facebook ha comprato Instagram al doppio del valore che le veniva attribuito? “<em>Secondo Zuckerberg, la condivisione delle foto è uno dei motivi principali per cui la gente usa Facebook. Un anno fa correva addirittura voce che Facebook avrebbe rilasciato una app per le foto. E Instagram, dopo lo sbarco su Android, era divenuta una minaccia seria, come ha sottolineato Om Malik su <a href="http://gigaom.com/2012/04/09/here-is-why-did-facebook-bought-instagram/">GigaOM</a></em>.”</p>
<p>Quindi, l’acquisto toglierebbe dal mercato un pericoloso concorrente per il futuro di Facebook. Altro tallone d’Achille di Facebook è la difficoltà di condividere immagini da dispositivi mobili, “<em>Sebbene Facebook sia infatti molto utilizzata anche in mobilità, si tratta comunque di un servizio nato per il mondo PC e che inevitabilmente paga dazio di fronte a certe applicazioni concepite nativamente per il mondo mobi</em>le” – TritaTech di <a href="http://blog.panorama.it/economia/2012/04/10/facebook-instagram-ecco-i-motivi-delloperazione/">Blog.Panorama.it</a></p>
<p>Secondo <a href="http://punto-informatico.it/3497172/PI/News/facebook-si-compra-instagram.aspx">Punto-Informatico.it</a>, “<em>Instagram potrebbe servire a Facebook anche per mettere piede in Cina, dove il servizio mobile, a differenza del social network, non viene bloccato dai filtri della censura, sia perché risulta avere ancora una base di utenti non notevole, sia perché non è stato contrassegnato come una piattaforma per discussioni politiche e controverse</em>.”</p>
<p>Luca De Biase su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-04-10/viaggio-istagram-passa-facebookland-114927.shtml?uuid=AbAdPnLF">IlSole24Ore.com</a> argomenta un’altra motivazione “<em>Il valore sta evidentemente nei suoi 30 milioni di utenti (Instagram), nei collegamenti tra loro, nei comportamenti che dimostrano di tenere quando non sono su Facebook e anzi evitano di scambiare foto su Facebook per scegliere Twitter o altri: quei milioni di utenti, i loro collegamenti e i loro comportamenti entrano nel grafo sociale di Facebook, lo allargano e lo qualificano. E’ questo il valore principale che Facebook ha riconosciuto in Instagram</em>”.</p>
<p>Per quanto riguarda il prezzo, quest’ultimo sarebbe raddoppiato probabilmente perché nel frattempo anche Google e Twitter potevano essere interessate all’azienda.</p>
<p>Questo acquisto sarà vantaggioso sia per Facebook che per Instagram e come è stato sottolineato, entrambi hanno assicurato che tutto funzionerà come al solito.</p>
<p>Cosa ne pensate? Tutto ciò vi farà riflettere sulla vostra applicazione preferita di condivisione foto o renderà semplicemente più semplice condividere su due piattaforme in un’unica volta?</p>
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		<title>Pronti per il mobile? 5 consigli per ottimizzare il proprio sito</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 12:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo gli ultimi dati forniti da Statcounter, nel gennaio 2012 l’accesso da dispositivi mobili è pari all’8,5% del traffico totale di internet, una cifra che è quasi raddoppiata di anno in anno a partire dal 2009, quando era appena dello 0,7%. Secondo l’ultimo report Cisco Visual Networking Index (VNI), nel 2011 il traffico di dati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://interactive.hotwirepr.it/wp-content/uploads/2012/02/desktopvsmobilestats1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-606" title="desktopvsmobilestats1" src="http://interactive.hotwirepr.it/wp-content/uploads/2012/02/desktopvsmobilestats1.png" alt="" width="498" height="295" /></a></p>
<p>Secondo gli ultimi dati forniti da <a href="http://www.mobile-ent.biz/news/read/mobile-web-traffic-is-8-5-per-cent-of-total-web-traffic/016943">Statcounter</a>, nel gennaio 2012 l’accesso da dispositivi mobili è pari all’8,5% del traffico totale di internet, una cifra che è quasi raddoppiata di anno in anno a partire dal 2009, quando era appena dello 0,7%. Secondo l’ultimo report <a href="http://www.cisco.com/en/US/solutions/collateral/ns341/ns525/ns537/ns705/ns827/white_paper_c11-520862.html">Cisco Visual Networking Index (VNI), </a>nel 2011 il traffico di dati mobile è stato otto volte maggiore rispetto alla dimensione di tutto il traffico internet a livello mondiale del 2000. Il report prevede che entro la fine del 2012, ci sarà un numero maggiore di dispositivi connessi rispetto alle persone presenti sulla terra! Cosa significa questo per brand, web designer ed esperti del marketing digitale?</p>
<p>La <a href="http://www.adweek.com/news/technology/google-marketers-get-better-mobile-136100">ricerca mostra</a> che il 60% degli utenti in mobilità non tornano a visitare un sito mobile dopo l’esperienza negativa della prima visita, il 40%, infatti, afferma che visiterebbe direttamente il sito di un competitor. Pertanto, avere un sito mobile compatibile è essenziale, altrimenti si rischia di voltare le spalle a una significativa (e crescente) fetta di mercato.</p>
<p><strong>Quindi, cosa si può fare?</strong></p>
<p>Ciò non rappresenta solo in una problematica per chi lavora nel campo <a href="http://www.hotwirepr.com/industries/telecoms.html">mobile PR</a>, ora è il momento di pensare all’integrazione mobile, sia che si tratti di riprogettazione o sviluppo di uno nuovo sito. Abbiamo messo insieme un elenco di cinque suggerimenti che aiuteranno a ottimizzare il proprio sito mobile.</p>
<p><strong>5 consigli top per l’ottimizzazione mobile</strong></p>
<p><strong>1. Creare un foglio di stile CSS3 per dispositivi mobili</strong></p>
<p>La creazione di un foglio di stile CSS3 è di gran lunga il modo migliore per integrare il mobile nella propria strategia online. Attraverso i media-query, una nuova funzionalità presente in CSS3, è possibile specificare i fogli di stile a seconda delle dimensioni del browser. Pertanto, non è necessario riscrivere il contenuto, ma solo il codice di un foglio di stile differente per soddisfare le diverse risoluzioni che necessitano i dispositivi mobili. Per funzionalità SEO, è preferibile utilizzare lo stesso contenuto senza un sito mobile separato (m.yoursite.com) e consente, inoltre, un integrazione migliore.</p>
<p><strong>2. Utilizzare plug-in mobile-site</strong></p>
<p>Se si sta utilizzando una piattaforma blog o CMS per il proprio sito, allora è probabile ci sia un plug-in disponibile per creare una semplice alternativa compatibile per dispositivi mobili. Con WordPress, per esempio, è invece disponibile WPTouch, plug-in di facile installazione che converte istantaneamente il proprio blog per piattaforme mobili. Si è limitati in termini di design e funzionalità, ma si tratta di una soluzione sufficiente e soprattutto semplice da configurare.</p>
<p><strong>3. Creare una versione mobile centrica del sito</strong></p>
<p>Mentre nel primo punto lo abbiamo sconsigliato per ragioni di SEO, per alcuni siti web che hanno una versione mobile (m.yoursite.com) potrebbe essere l’unica soluzione disponibile. Lo sviluppo di una versione mobile del proprio sito web può essere un lavoro per gli sviluppatori web, ma con i nuovi servizi come ShareSquare, si potrebbe essere in grado di risolvere il problema da soli. ShareSquare è un mobile-site generator che utilizza il progetto desktop esistente. Facile da implementare, configurare e integrare, ShareSquare offre un maggiore controllo di un plug-in CMS. E’ dotato di tre piani tariffari diversi che variano dalla capacità di banda limitata, da account gratuiti brandizzati ShareSquare, alle soluzioni complete Partner Program.</p>
<p><strong>4. Riconsiderare i propri contenuti</strong></p>
<p>Mentre le prime tre opzioni riducono la necessità di pensare a contenuti differenti, si dovrebbero considerare alcuni fattori relativi in particolare ai dispositivi mobile. Gli utenti in mobilità utilizzano schermi di piccole dimensioni, dispositivi e connessioni più lente e lettura in movimento. Ciò significa che i video HD, Flash o i testi minuscoli non funzioneranno nella maniera corretta. Detto questo, la fruizione video, sia per desktop che per dispositivi mobili, è aumentata decisamente nel 2010 ed è perciò utile considerare l’utilizzo di video e testi in collaborazione gli uni con gli altri.</p>
<p><strong>5. Migliorare la funzionalità SEO mobile</strong></p>
<p>E’ una buona idea fare una revisione della strategia delle keyword mantenendo sempre a mente il mondo dei dispositivi mobile. Far riferimento al modo in cui gli utenti mobili arrivano al sito, che cosa cercano e quali sono i risultati, per esempio, si limitano a fare le proprie ricerche attraverso il cellulare e poi completano gli acquisti su desktop? E’ importante garantire l’utilizzo di una strategia di keyword rilevante per il mondo mobile. Un altro fattore da considerare è che gli utenti possono utilizzare brevi frasi chiave perché si sta digitando con tastiere più piccole. Non c’è una formula per lo sviluppo di una strategia SEO per mobile, gli utenti potrebbero semplicemente cercare e usare il sito esattamente nella stessa maniera in cui usano il desktop, ma se così non fosse, vi è la necessità di targettizzare intelligentemente il nuovo mercato.</p>
<p>L’incremento dell’utilizzo di internet su mobile è stato notevole e non mostra alcun segno di cedimento, in quanto entrano nel mercato dispositivi sempre più nuovi e veloci. Lo sviluppo di una strategia mobile è essenziale per qualsiasi brand e con questi consigli è possibile far ripartire il processo di incremento della propria presenza su rete mobile, non importa quale sia il vostro livello di esperienza.</p>
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		<title>Pinterest</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:27:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[21/02/12 &#8211; In un recente post sul blog di 33 Digital, specialista nel campo digital PR, Stephen Davies ha descritto Pinterest, la nuova piattaforma di social media. Commentando le caratteristiche principali del nuovo servizio, Stephen suggerisce che Pinterest non dovrebbe essere solo sulla lista di coloro che lavorano nel mondo digital, ma può diventare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>21/02/12 &#8211; In un recente post sul blog di 33 Digital, specialista nel campo digital PR, Stephen Davies ha descritto Pinterest, la nuova piattaforma di social media. Commentando le caratteristiche principali del nuovo servizio, Stephen suggerisce che Pinterest non dovrebbe essere solo sulla lista di coloro che lavorano nel mondo digital, ma può diventare il prossimo grande strumento per il consumo e la condivisione online. Il nuovo servizio di social media sta generando revenue fin dall’inizio, un risultato che neanche i social network di maggior successo hanno potuto fare prima.</p>
<p>La presentazione di Stephen “An interest in Pinterest”, fornisce una descrizione più dettagliata sul servizio e come viene utilizzato.</p>
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		<title>Hotwire sbarca in America: nuovi uffici a New York e San Francisco</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 15:38:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Milano, 3 novembre 2011 &#8211; Hotwire, agenzia di comunicazione e relazioni pubbliche a livello internazionale, annuncia oggi l’apertura delle proprie sedi negli Stati Uniti e la nomina di Isabel Fox al ruolo di CEO, Hotwire, US e Kelley Joyce di managing director, Hotwire, US. Isabel Fox, già fondatrice e CEO di IF Communications, lancia Hotwire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano, 3 novembre 2011 &#8211; Hotwire, agenzia di comunicazione e relazioni pubbliche a livello internazionale, annuncia oggi l’apertura delle proprie sedi negli Stati Uniti e la nomina di Isabel Fox al ruolo di CEO, Hotwire, US e Kelley Joyce di managing director, Hotwire, US. Isabel Fox, già fondatrice e CEO di IF Communications, lancia Hotwire sul mercato americano con uffici a New York e San Francisco e porterà oltreoceano il bagaglio di esperienze e clienti maturate in IF Communications, relative in particolare ai mercati tech, innovazione e design, mobile e venture capital. Tra i principali clienti: Silicon Valley Bank, Intel Capital, InMobi, Octopus, Wellington Partners, Fjord, Expertmaker e Marmalade. Parallelamente all’apertura delle nuove sedi negli Stati Uniti, Cordelia Meacher, precedentemente a capo di IF Communications in Gran Bretagna, entrerà a far parte del team Hotwire in qualità di director.<span id="more-591"></span></p>
<p>Il continuo impegno su campagne globali, la solida conoscenza dei mercati, la trasparenza e la misurabilità e l’indiscutibile know how nel mercato delle digital PR hanno reso Hotwire una realtà di successo in tutta Europa e Australia, per i suoi servizi e per le occasioni di lavoro che crea.</p>
<p>Facendo leva sulla reputazione di Hotwire, Isabel Fox porterà nel mercato americano un nuovo approccio alle relazioni pubbliche, grazie anche alle sue consolidate capacità nella costruzione della reputazione aziendale nei mercati tecnologici, mobile e venture. Fox riporterà direttamente al CEO del gruppo Hotwire, Brendon Craigie. Assieme a Isabel Fox entrerà a far parte del gruppo Kelley Joyce, già parte di IF Communications e precedentemente vice president, global corporate practice presso Waggener Edstrom Worldwide a New York.</p>
<p>“Espanderci negli stati Uniti è sempre stato parte integrante della nostra strategia di lungo termine ed è molto entusiasmante vedere questo passo compiersi” ha dichiarato Kristin Syltevik, fondatrice e chairman di Hotwire. “Lo sviluppo del team in Australia, che oggi conta 40 professionisti, il lancio del network di agenzie affiliate su scala globale e l’entrata nel mercato americano ci posiziona come un’agenzia globale in grado di fornire ai nostri clienti un forte carattere internazionale. Credo fermamente che Isabel sia la professionista perfetta per la nostra affermazione e crescita nel mercato nord-americano”.</p>
<p>A commento della notizia, Brendon Craigie, CEO del gruppo Hotwire ha aggiunto: “Questo annuncio rappresenta un enorme passo avanti che ci permette di fornire un vero servizio globale ai nostri clienti. Molti di questi continuavano a chiederci quando avremmo aperto negli Stati Uniti; ora possiamo finalmente rispondere che ci siamo. Isabel è una professionista incredibilmente dinamica, una vera imprenditrice appassionata e con un vasto network oltre a essere una comunicatrice di successo. Sono molto entusiasta che lei e Kelley entrino a far parte del nostro team per condurre Hotwire negli USA”.</p>
<p><!--more-->“In poco più di dieci anni Hotwire ha costruito una forte reputazione a livello internazionale che svalica i confini europei. Hotwire ha saputo sviluppare una cultura e un approccio amato e riconosciuto dai clienti come dai suoi dipendenti. Sono molto lieta della possibilità offertami di lavorare con il management di Hotwire e l’attuale base clienti per far crescere il business in nord America” ha concluso Isabel Fox, CEO di Hotwire US.</p>
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		<title>Hotwire sbarca in America: nuovi uffici a New York e San Francisco</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 09:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Milano, 3 novembre 2011 &#8211; Hotwire, agenzia di comunicazione e relazioni pubbliche a livello internazionale, annuncia oggi l’apertura delle proprie sedi negli Stati Uniti e la nomina di Isabel Fox al ruolo di CEO, Hotwire, US e Kelley Joyce di managing director, Hotwire, US. Isabel Fox, già fondatrice e CEO di IF Communications, lancia Hotwire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano, 3 novembre 2011 &#8211; Hotwire, agenzia di comunicazione e relazioni pubbliche a livello internazionale, annuncia oggi l’apertura delle proprie sedi negli Stati Uniti e la nomina di Isabel Fox al ruolo di CEO, Hotwire, US e Kelley Joyce di managing director, Hotwire, US. Isabel Fox, già fondatrice e CEO di IF Communications, lancia Hotwire sul mercato americano con uffici a New York e San Francisco e porterà oltreoceano il bagaglio di esperienze e clienti maturate in IF Communications, relative in particolare ai mercati tech, innovazione e design, mobile e venture capital. Tra i principali clienti: Silicon Valley Bank,  InMobi, Octopus, Wellington Partners, Fjord, Expertmaker e Marmalade. Parallelamente all’apertura delle nuove sedi negli Stati Uniti, Cordelia Meacher, precedentemente a capo di IF Communications in Gran Bretagna, entrerà a far parte del team Hotwire in qualità di director.</p>
<p><span id="more-588"></span></p>
<p>Il continuo impegno su campagne globali, la solida conoscenza dei mercati, la trasparenza e la misurabilità e l’indiscutibile know how nel mercato delle digital PR hanno reso Hotwire una realtà di successo in tutta Europa e Australia, per i suoi servizi e per le occasioni di lavoro che crea.</p>
<p>Facendo leva sulla reputazione di Hotwire, Isabel Fox porterà nel mercato americano un nuovo approccio alle relazioni pubbliche, grazie anche alle sue consolidate capacità nella costruzione della reputazione aziendale nei mercati tecnologici, mobile e venture. Fox riporterà direttamente al CEO del gruppo Hotwire, Brendon Craigie. Assieme a Isabel Fox entrerà a far parte del gruppo Kelley Joyce, già parte di IF Communications e precedentemente vice president, global corporate practice presso Waggener Edstrom Worldwide a New York.</p>
<p>“Espanderci negli stati Uniti è sempre stato parte integrante della nostra strategia di lungo termine ed è molto entusiasmante vedere questo passo compiersi” ha dichiarato Kristin Syltevik, fondatrice e chairman di Hotwire. “Lo sviluppo del team in Australia, che oggi conta 40 professionisti, il lancio del network di agenzie affiliate su scala globale e l’entrata nel mercato americano ci posiziona come un’agenzia globale in grado di fornire ai nostri clienti un forte carattere internazionale. Credo fermamente che Isabel sia la professionista perfetta per la nostra affermazione e crescita nel mercato nord-americano”.</p>
<p>A commento della notizia, Brendon Craigie, CEO del gruppo Hotwire ha aggiunto: “Questo annuncio rappresenta un enorme passo avanti che ci permette di fornire un vero servizio globale ai nostri clienti. Molti di questi continuavano a chiederci quando avremmo aperto negli Stati Uniti; ora possiamo finalmente rispondere che ci siamo. Isabel è una professionista incredibilmente dinamica, una vera imprenditrice appassionata e con un vasto network oltre a essere una comunicatrice di successo. Sono molto entusiasta che lei e Kelley entrino a far parte del nostro team per condurre Hotwire negli USA”.</p>
<p> “In poco più di dieci anni Hotwire ha costruito una forte reputazione a livello internazionale che svalica i confini europei. Hotwire ha saputo sviluppare una cultura e un approccio amato e riconosciuto dai clienti come dai suoi dipendenti. Sono molto lieta della possibilità offertami di lavorare con il management di Hotwire e l’attuale base clienti per far crescere il business in nord America” ha concluso Isabel Fox, CEO di Hotwire US.</p>
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		<title>Hotwire presenta la nuova rete globale di agenzie affiliate</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 13:55:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sei agenzie partner guidate da Andy West nel nuovo ruolo di global client development Milano, 30 agosto 2011 – Hotwire, agenzia di comunicazione e relazioni pubbliche a livello internazionale, presenta oggi l’ampliata rete di agenzie affiliate globali che vede coinvolte Active PR (Medio Oriente), East Side Consulting (Europa dell’Est), Influencer PR (Cina), Northern Link (Norvegia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sei agenzie partner guidate da Andy West nel nuovo ruolo di<br />
global client development</p>
<p>Milano, 30 agosto 2011 – Hotwire, agenzia di comunicazione e relazioni pubbliche a livello internazionale, presenta oggi l’ampliata rete di agenzie affiliate globali che vede coinvolte Active PR (Medio Oriente), East Side Consulting (Europa dell’Est), Influencer PR (Cina), Northern Link (Norvegia, Svezia, Danimarca), Rice Communications (Sud-Est asiatico) e Six Degrees PR (India).<span id="more-532"></span></p>
<p>La rete di agenzie affiliate si iscrive nella strategia di Hotwire di avviare solide relazioni internazionali e costituire un network comprovato che coinvolga i migliori partner operanti nei vari mercati in grado di assicurare servizi di alto livello condividendo, al contempo, la stessa filosofia e metodologia.</p>
<p>A guidare la nuova struttura sarà Andy West, recentemente nominato group managing director, global client development. In questo ruolo Andy si occuperà di supportare Hotwire nell’estendere le relazioni con i clienti attraverso le diverse aree territoriali e aiutare questi ultimi ad affrontare le sfide imposte da una comunicazione sempre più globalizzata.</p>
<p>A commento della presentazione della rete di agenzie affiliate e della nuova nomina, Brendon Craigie, CEO di Hotwire Group, ha commentato: “Siamo più che entusiasti di poter annunciare il nuovo incarico di Andy che fa seguito alla nostra espansione internazionale grazie a una più ampia rete di agenzie affiliate. Questa è un’importante opportunità per Hotwire di lavorare con i nostri partner per far fronte alle esigenze di clienti globali presenti e futuri. Andy ha giocato un ruolo chiave nello sviluppo e nella crescita del gruppo negli ultimi due anni occupandosi dello sviluppo della rete di agenzie affiliate ed ha il profilo perfetto per guidare questa nuova iniziativa”.</p>
<p>“I clienti si rivolgono a noi con sempre maggiori richieste e responsabilità in termini di campagne di comunicazioni globali da implementare nelle diverse regioni. E’ proprio per far fronte a questa esigenza che negli ultimi dodici mesi ci siamo occupati di selezionare, attraverso contatti diretti nei singoli territori, le migliori realtà operanti nel settore. Il nostro obiettivo non è solo quello di essere presenti su una mappa bensì creare un reale network per assicurare campagne vincenti e di successo” ha dichiarato Andy West, group managing director, global client development di Hotwire.</p>
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		<item>
		<title>Slow Holiday</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 16:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinion]]></category>

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		<description><![CDATA[04/08/2011 Il termine “Vacanza” viene indicato nel dizionario come “la sospensione temporanea dell&#8217;attività negli uffici, nelle scuole, nelle assemblee per ragioni di riposo”. Se si vuole dunque sperimentare in maniera insolita una fuga di relax, in luoghi vicini o lontani, ecco la Slow Holiday, ovvero la vacanza lenta per eccellenza. La Slow Holiday è una nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>04/08/2011</p>
<p>Il termine “Vacanza” viene indicato nel dizionario come “la sospensione temporanea dell&#8217;attività negli uffici, nelle scuole, nelle assemblee per ragioni di riposo”. Se si vuole dunque sperimentare in maniera insolita una fuga di relax, in luoghi vicini o lontani, ecco la Slow Holiday, ovvero la vacanza lenta per eccellenza.</p>
<p>La Slow Holiday è una nuova filosofia che fa elogio della lentezza, insegna a dare valore al tempo libero invitando a riscoprire i valori e le magiche atmosfere dei luoghi, assaporandoli con calma e piacere.</p>
<p><span id="more-527"></span></p>
<p>Come diceva Herman Hesse, &#8220;L&#8217;eccessivo valore che diamo ai minuti, la fretta che sta alla base del nostro vivere, è senza dubbio il peggior nemico del piacere.&#8221; Vivere slow significa arrivare a comprendere che la felicità viene anche da piccole cose della vita che, magari, presi da tutt&#8217;altro, si tende ad ignorare: il suono delle onde, l&#8217;acqua di un ruscello, il fruscio delle foglie degli alberi e via discorrendo.</p>
<p>Allora perché non approfittare di queste vacanze estive per provare una tipologia di vacanza nuova e maggiormente rilassante?</p>
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		<title>La sfida delle 100 cose</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 16:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Industry]]></category>

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		<description><![CDATA[29/07/2011 E’ possibile vivere meglio con meno? Nel 2008 Dave Bruno, imprenditore californiano, ha deciso di sottrarsi agli stimoli del consumismo eliminando il superfluo e adattandosi a vivere con solo cento oggetti. La sfida delle 100 cose è una reazione alla cultura del consumismo, che fa vivere nel costante desiderio di comprare sempre più cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>29/07/2011</p>
<p>E’ possibile vivere meglio con meno?</p>
<p>Nel 2008 Dave Bruno, imprenditore californiano, ha deciso di sottrarsi agli stimoli del consumismo eliminando il superfluo e adattandosi a vivere con solo cento oggetti.</p>
<p>La sfida delle 100 cose è una reazione alla cultura del consumismo, che fa vivere nel costante desiderio di comprare sempre più cose senza che queste possano mai indurre un autentico senso di soddisfazione. La nostra vita è una corsa all’acquisto. Siamo schiavi degli oggetti e li accumuliamo senza un perché. Occorre imparare a consumare quanto basta.</p>
<p><span id="more-523"></span></p>
<p>In più, per chi ha a cuore la salute dell’ambiente, un’azione di questo tipo ha una valenza che va ben oltre la gestione della vita quotidiana: viviamo in un’epoca di scarsità, dove le materie prime di ogni tipo stanno cominciando ad andare “in riserva”.</p>
<p>“Si comincia – scrive Dave Bruno – dagli armadi dei vestiti, visto che di capi d’abbigliamento ne possediamo sempre tanti, troppi. Ridurre il proprio guardaroba – aggiunge – è il primo gesto catartico, e ti da forza per proseguire con le cose e gli oggetti che hai nel resto della casa. Buttare via tanto, ti vaccina contro la tentazione di comprare ancora più di prima”.</p>
<p>In un certo anch’io sono d’accordo con Mr. Bruno, compro mille cose di cui non ho bisogno, o meglio, nell’istante di follia in cui mi getto alla cassa del negozio sono pienamente convinta di aver assolutamente bisogno di quel maglione corallo (anche se ne ho 10 rossi), poi appena arrivata a casa, il sacchetto contenente il nuovo e appagante acquisto rimane per anni (davvero!) dentro il sacchetto in un angolo dell’armadio. Dimenticato.</p>
<p>In effetti consumare non dà la felicità ma forse un sollievo momentaneo che passa terminato il momento dell’acquisto. Ridurre e riorganizzare insegna che si può vivere bene e forse meglio anche con meno!</p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>
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		<title>La bicirivoluzione</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 09:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinion]]></category>

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		<description><![CDATA[15/07/2011 Si vocifera di una vera e propria &#8220;bicirivoluzione&#8221;, ma, in realtà, sembra che il popolo delle due ruote stia pedalando in salita. Secondo i dati diffusi da Legambiente, in Italia ci sarebbero infatti circa 30 milioni di biciclette; in termini assoluti ci troveremmo al sesto posto di una classifica mondiale ideale, dopo Cina (450 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>15/07/2011</p>
<p>Si vocifera di una vera e propria &#8220;bicirivoluzione&#8221;, ma, in realtà, sembra che il popolo delle due ruote stia pedalando in salita. Secondo i dati diffusi da Legambiente, in Italia ci sarebbero infatti circa 30 milioni di biciclette; in termini assoluti ci troveremmo al sesto posto di una classifica mondiale ideale, dopo Cina (450 milioni), Usa (100 milioni), Giappone (75 milioni), Germania e India (63 milioni), anche se in giro per le nostre strade questa invasione di due ruote stenta un po’ a farsi notare. Rimane comunque il fatto che nelle città della nostra Penisola l’uso della bicicletta risulta più che triplicato negli ultimi dieci anni.</p>
<p><span id="more-518"></span></p>
<p>Un recente sondaggio realizzato da Legambiente e Irp Marketing mostra come gli utilizzatori abituali siano radicati soprattutto al Nord (18%) e tra le motivazioni principali che spingono i ciclisti urbani a scegliere le due ruote troviamo la possibilità di mantenersi in forma e migliorare le proprie condizioni di salute (35%), di trascorrere in modo piacevole il tempo libero (25%), di avvalersi di una modalità di trasporto economica (17%), di evitare ingorghi e code (16%); mentre solo il 5% ritiene di offrire un contributo alla riduzione dell’inquinamento. Maggiore sicurezza, estensione dei percorsi protetti, diminuzione del traffico, riduzione della velocità delle auto, aumento delle infrastrutture dedicate e dei cicloparcheggi a prova di furto sono invece le richieste più frequenti formulate dal popolo delle due ruote.</p>
<p>Spunti di riflessione arrivano inoltre dall’esperienza del bike sharing, il servizio di noleggio che rappresenta uno dei principali strumenti di mobilità sostenibile attraverso cui le amministrazioni pubbliche intendono favorire l’abbandono dell’automobile. Ormai attivo in 150 Comuni italiani, secondo le stime nel corso del 2011 dovrebbe raggiungere i 200 mila utenti.</p>
<p>Quindi approfittiamo delle giornate di sole per lasciare a casa le nostre auto, l’utilizzo di mezzi alternativi come la bici è utile per le città in cui viviamo e sano per il nostro corpo!</p>
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		<title>Un aiuto in più in cucina!</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 15:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinion]]></category>

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		<description><![CDATA[08/07/2011 Non sai cosa preparare per cena? Potrebbe essere proprio il tuo frigorifero a suggerirtelo! Ebbene sì, gli alimenti all&#8217;interno del frigorifero di casa diventano intelligenti, e in grado di parlare con noi attraverso un&#8217;applicazione da scaricare sul cellulare. Non serve nessun elettrodomestico costoso di ultima generazione, basta invece un box contenente l&#8217;hardware, da posizionare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>08/07/2011<br />
Non sai cosa preparare per cena? Potrebbe essere proprio il tuo frigorifero a suggerirtelo!</p>
<p>Ebbene sì, gli alimenti all&#8217;interno del frigorifero di casa diventano intelligenti, e in grado di parlare con noi attraverso un&#8217;applicazione da scaricare sul cellulare. Non serve nessun elettrodomestico costoso di ultima generazione, basta invece un box contenente l&#8217;hardware, da posizionare a non più di un metro dal refrigeratore, e speciali etichette da applicare sui cibi a raffreddare!</p>
<p><span id="more-511"></span></p>
<p>Al momento è solo un&#8217;idea, ma italiana e di 4 studenti di Roma, che da poco tempo hanno aperto una loro piccola start-up ingegneristica. Sono i vincitori, con la tecnologia What&#8217;s in my kitchen degli Application Awards, il concorso mondiale indetto da Ericsson cui hanno partecipato 158 team di 50 Paesi diversi.</p>
<p>Occorre applicare degli adesivi con chip Rfid sugli alimenti in frigo. Grazie al collegamento via onde radio con il box esterno, le etichette si attivano e forniscono informazioni che poi vengono inviate via internet. Per risparmiare sui costi, nell&#8217;idea degli inventori c&#8217;è la scelta di dare il box in comodato d&#8217;uso, così in cambio gli utenti potrebbero fornire &#8211; in forma anonima &#8211; i dati sui loro consumi, che potrebbero essere utili per monitorare le abitudini alimentari degli italiani. Al momento è necessario applicare manualmente le etichette sui prodotti nel refrigeratore, ma se la rivoluzione degli Rfid arriverà anche a tutti i supermercati e negozi italiani (Walmart negli Usa stima che nel giro di un anno il 50% dei prodotti avranno questo chip incluso nella confezione), saranno le vivande a dialogare direttamente con il nostro cellulare.</p>
<p>Allo stato attuale comunque, ogni volta che avviene un cambiamento all&#8217;interno del frigo (per esempio, il latte rimane all&#8217;esterno per più di 10 minuti e si presuppone dunque che sia finito), il sistema lancia una notifica sul cellulare affinché chi non è in casa possa provvedere a rimpiazzare il cibo mancante. Ogni giorno inoltre arriverà sul telefonino il suggerimento di una ricetta che utilizzi il più possibile gli alimenti già presenti nel frigo!</p>
<p>Un’ottima idea che oltre alla comodità, contribuisce a ridurre l&#8217;impatto ambientale dei nostri consumi!</p>
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